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Nutrimento di parole​

Aggiornamento: 3 gen 2022

Negli ultimi anni si sta diffondendo una grande attenzione per la lettura; ci sono diversi progetti e iniziative per promuoverla sin dalla più tenera età. Domandiamoci perché è così importante…




In primis leggere favorisce l’aspetto relazionale poiché una lettura condivisa mette in relazione l’adulto e il bambino attraverso mondi incantati ed emozioni che scaturiscono dalle pagine lette, creando una piacevole comunicazione, un senso di complicità, di fiducia, che danno maggiore forza al rapporto affettivo.

La lettura rappresenta sul piano emotivo, un ponte tra mondo esterno e mondo interno della persona, soprattutto per i bambini, infatti le storie li aiutano ad esplorare le loro emozioni più intime fornendogli anche un modo per contenerle, rielaborarle e trovare delle spiegazioni a situazioni per loro difficili da risolvere nella realtà.

Sul piano cognitivo, invece, la lettura fornisce al bambino un canale di conoscenza che consolida ed amplia quello dell’esperienza diretta, sviluppa inoltre l’immaginazione, la fantasia, la creatività, la curiosità e potenzia le capacità logiche, di ragionamento e di astrazione. Se si inizia ad educare il bambino, sin da piccolo, alla lettura, avrà la possibilità di sviluppare migliori capacità di ascolto, di attenzione e di concentrazione, che sono basilari per ogni tipo di apprendimento.

A livello linguistico, leggere arricchisce il vocabolario, favorendo dunque lo sviluppo del linguaggio e migliorando la qualità lessicale.

Infine, sotto il profilo culturale, tramandare storie, racconti, poesie, è sempre stato uno dei canali privilegiati per trasmettere valori, tradizioni, affinché fossero tenuti in vita di generazione in generazione.

Molteplici dunque sono le motivazioni che rendono importante leggere!

Per educare un bambino alla lettura è sufficiente insegnargli a leggere?

No. Innanzitutto, o meglio, soprattutto è necessario accendere la scintilla della passione e dell’amore per lettura!

Lo stesso J. J. Rousseau (un grande pedagogista) nell’"Emilio", affermava che “il problema prioritario, essenziale, anzi esclusivo, era solo quello di far nascere l’interesse per l’apprendimento del leggere”. Infatti la motivazione, l’interesse verso una qualsiasi cosa sono i motori che ci permettono di realizzarla, senza non è possibile attivarsi, diventerebbe una forzatura, condizione tutt’altro che favorevole per far nascere una passione.

In molti si domandano quali modalità, quale metodo utilizzare per avvicinare un bambino alla lettura con passione. Non esistono metodi o regole infallibili, ma ci sono suggerimenti utili.

Il primo suggerimento che sento di dare è quello di non far morire il proprio amore per la lettura!

Se i genitori amano la lettura in qualche modo “contageranno” anche i figli! Sì, perché i bambini apprendono imitando ciò che fa l’adulto, non ciò che dice; nei primi anni di vita, i modelli con cui identificarsi in tutto sono proprio i genitori, infatti, se il genitore nella vita quotidiana legge, il bambino, nel suo gioco simbolico, diventerà un adulto che legge.

E’ possibile iniziare a leggere con il proprio figlio già nel periodo della gravidanza in quanto il feto, nel corso della vita intra-uterina, sviluppa una sensibilità uditiva dal settimo ottavo mese circa, che gli permette di percepire la voce della mamma e impara a riconoscerla. E’ attraverso la voce materna che i bambini imparano i primi toni vocali, il piano e il forte, i sussurri…

Ritagliatevi una mezz’ora nell’arco della giornata, in cui nessuno avrà il permesso di disturbarvi – se c’è la possibilità sarebbe bello che ci siano mamma e papà insieme – trovate un “angolo morbido” ovvero un posto che vi rilassa particolarmente, poi prendete un libro di storie o filastrocche e iniziate a leggerle al vostro bambino ad alta voce, scandendo bene le parole e con espressività. Mentre leggete provate a fare i rumori dei suoni naturali (vento, passi …), i versi degli animali, le voci particolari dei personaggi. Non sentitevi goffi, perché questo attrae molto i bambini, piuttosto prendetelo come un tempo per allenarvi, così, quando nascerà il vostro bambino vi troverà molto preparati!

Fate di questo momento un rituale sin da ora, trovate quello a voi più congeniale, per esempio la sera prima di andare a letto.

I bambini appena nati riconoscono i suoni familiari quindi le voci di mamma e papà, le canzoni ascoltate e riconosceranno anche le storie e filastrocche che gli avete letto!

Quando il bambino sarà nato, non interrompete il rituale che avete iniziato durante la vita intra-uterina perché il vostro piccolo si sentirà rassicurato da ciò che gli è familiare (filastrocche, canzoncine…) e confortato dalla vostra voce, poiché sino ai sette-otto mesi, egli non è in grado di utilizzare il canale visivo per discriminare volti familiari da quelli sconosciuti, ma utilizzerà quello uditivo, quello olfattivo, tattile e orale per distinguere i suoi genitori dalle altre persone.

Per questo motivo la voce della mamma o del papà è sempre migliore di qualsiasi storia raccontata da una voce nel CD, o di qualsiasi musica dei carillon o di canzoncine cantate dai vari pupazzi. Vostro figlio vi preferisce anche se siete stonati come le campane!

Quando il bambino ha pochi mesi, oltre ad essere molto sensibile al suono, è sensibile anche al ritmo, alla voce cadenzata, alle melodie, perciò le prime letture saranno filastrocche, canzoncine, ninne-nanne, frasi dal ritmo ben scandito, che svolgono proprio la funzione di cullare e coccolare.

Dai sei ai dodici mesi il piccolo inizierà ad afferrare giochi, oggetti vari. Tra le innumerevoli cose che si mettono a disposizione dei bambini per giocare quindi, è bene proporre anche dei piccoli libri di dimensioni e materiali adatti all’esplorazione multisensoriale, con la bocca, con le mani … e accompagnare sempre con la parola ad alta voce tale esperienza. Questo dà modo al bambino di associare l’esperienza libro alla memoria del racconto. Inoltre, abituarli subito a maneggiare un libro, permette di far passare il messaggio che lettura non è sinonimo di noia ma, al contrario, di scoperta e di gioco.

Il bambino piccolo ha bisogno di molte attenzioni e cure, di essere accudito, cullato, accarezzato, coccolato, soprattutto nutrito di cibo e di parole!


​Dott.ssa Romina Rossini Pedagogista (Laurea in Scienze dell'educazione v.o.) Pedagogista Clinico® Psicomotricista Funzionale®

 
 
 

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